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EDRi-gramma, 1 Luglio 2026

Originale (ENG)


In questa edizione: La situazione si surriscalda


L'Europa sente (l'alta) pressione 1. Mentre il Belgio registra la sua più alta temperatura dall'inizio delle misurazioni nel 1833, anche Bruxelles sta entrando in una stagione politica per i diritti digitali particolarmente bollente.

Nelle scorse settimane, la Commissione Europea ha finalmente svelato il suo tanto atteso Pacchetto sulla Sovranità Tecnologica, con la promessa di promuovere l'indipendenza tecnologica dell'Europa. Tuttavia, dietro la retorica[↗] c'è la solita vecchia storia: miliardi per IA, microchip e centri di elaborazione dati (data centre), insieme alla crescente pressione per trattare diritti e tutele digitali fondamentali come ostacoli alla "competitività". E sì, in più, un nuovo incaricato UE sull'IA che è anche un amministratore delegato nell'industria tecnologica: conflitto di interessi in piena vista.

Nel frattempo, la Commissione sta proponendo un'importante revisione del mandato dell'Europol[↗], il terzo in sei anni, per espandere i suoi poteri operativi, indebolendo le tutele di protezione dei dati. Nonostante per anni sia stato fuori controllo (trattamento illegittimo dei dati, scarsa supervisione, e le recenti rivelazioni che l'agenzia gestiva una seconda banca dati segreta con misure di sicurezza limitate), la risposta di Bruxelles è "più poteri e più fondi". Questa decisamente non è la definizione di responsabilità. Ma, ehi, non sorprende nessuno dal momento che l'UE ha lasciato che l'Europol la passasse liscia per queste cose, in precedenza[↗].

Contemporaneamente i legislatori perseverano con l'Omnibus sull'IA, una proposta che rischia di ritardare protezioni essenziali e di creare un preoccupante precedente nel decalogo digitale dell'UE. Analogamente, anche il futuro dell'Omnibus sui dati è in bilico, dato che il Consiglio non è riuscito a concordare un compromesso sul testo questo venerdì. L'incapacità di raggiungere un accordo solleva serie questioni sulla continua pressione per indebolire ancor di più le protezioni del GDPR e della direttiva ePrivacy sotto lo slogan della "semplificazione" .

Mentre le nostre tutele continuano a bruciare sotto l'impulso di deregolamentazione della Commissione Europea da un anno (e più), abbiamo unito le forze con i nostri alleati e tenuto il summit "Fight for Us, Not for Them"[↗] ("lottate per noi, non per loro"; NdT) per discutere dei motivi per cui il futuro digitale dell'Europa dovrebbe essere modellato dall'interesse pubblico, non dalle pretese delle Big Tech e dei lobbisti miliardari. Abbiamo lanciato "Make It Real: Calls to Action for a Flourishing and Just Digital Europe"[↗] ("Fate che sia vero: incitamento per un'Europa digitale prospera e giusta"; NdT), un entusiasmante manifesto che illustra una visione fattibile per garantire che i diritti delle persone e una florida economia digitale prosperino insieme.

Stiamo diffondendo in lungo e in largo il nostro messaggio alle istituzioni UE[↗] e neppure i monumenti di Bruxelles sono al sicuro. Abbiamo ricordato ai nostri rappresentanti di lottare per noi, non per i miliardari di Trump. Il nostro diritto alla privacy, la nostra sicurezza e la democrazia non sono in discussione, tanto meno in vendita.

Scoprite questo e altro in questa edizione degli EDRi-grammi.


Ora o mai più: perché l'Euro Digitale non deve fallire sulla privacy Dichiarazione: mettete fine alla complicità con ISS World Europe [↗] Riforma Omnibus sull'IA: i legislatori UE dovrebbero respingere una riduzione delle tutele IA [↗]
Cookie e consenso: perché l'ePrivacy è importante per la nostra navigazione quotidiana [↗] La democrazia slovena sotto assedio: un aggiornamento urgente [↗] L'UE spende miliardi sull'IA, ma si riesce a tracciare il denaro? [↗]

Consigliati (da EDRi)

[📺 guarda] Summit Fight for Us, Not for Them[↗].
Settimana scorsa, EDRi, insieme a 12 altri partner, ha organizzato un pomeriggio di confronto sulle concrete conseguenze umane, sociali e geopolitiche dei programmi di deregolamentazione della Commissione Europea. Guardando all'Omnibus Digitale, illustri relatori provenienti da società civile, università, istituzioni e industria, hanno esplorato come l'Europa possa promuovere innovazione, prosperità economica e valori democratici pur salvaguardando i diritti fondamentali e l'interesse pubblico. Con le tutele digitali, conquistate con fatica, sempre più sotto pressione, l'evento ha fornito una preziosa opportunità per discutere del futuro delle politiche tecnologiche dell'UE e la strada che l'Europa dovrebbe prendere per la propria autodeterminazione tecnologica. Se ve lo siete perso, potete ora accedere alle registrazioni dell'evento!

[📰 leggi] Il boom di investimenti di Nvidia[↗] di SOMO.
Nvidia è divenuta una dei più grossi vincitori del boom IA. Eppure la sua influenza si estende ben oltre i microchip che fanno funzionare ChatGPT e gli altri sistemi IA. Attraverso una crescente rete di investimenti e collaborazioni, la società sta modellando il futuro dell'industria dell'IA mentre aumenta la propria influenza e i propri profitti. Questo fa sorgere una domanda per l'Europa: come si può ottenere autodeterminazione se si dipende da infrastrutture controllate da un singolo gigante tecnologico statunitense?

[📰 leggi] La Lega delle pressioni aziendali UE 2026[↗] di Corporate Europe Observatory e LobbyControl.
Le spese aziendali in lobbismo nell'UE continuano a crescere e i lobbisti stanno ottenendo i migliori risultati di sempre (prendete il pacchetto Omnibus, per esempio). Un'inchiesta di Corporate Europe Observatory e LobbyControl rivela che i principali lobbisti d'industria (quelli con tetti di spesa per influenzare di oltre 1 milione €) spendono quasi 381,75 milioni € annualmente per fare pressioni sulle istituzioni UE. Il 50% in più rispetto al 2020. Riuscite ad indovinare quale settore domina la classifica? L'industria tecnologica, con un tetto di spesa annuale di 73 milioni €, quasi il 60% in più rispetto al 2020, che viene usato per contrastare le robuste regole che proteggono i nostri diritti digitali.


  1. gioco di parole. L'inglese feeling the heat significa sentire la\sentirsi sotto pressione; qui fa anche riferimento all'anomala ondata di calore (heat) del periodo. 

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