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Perché l'Euro Digitale non deve fallire sulla privacy - EDRi

Originale (ENG)


Ora o mai più: perché l'Euro Digitale non deve fallire sulla privacy

L'Europa sta sviluppando un Euro Digitale per ridurre la sua dipendenza da sistemi di pagamento controllati dagli Stati Uniti e dare ai cittadini un'opzione di pagamento rispettosa della privacy. Epicenter.works e altri gruppi della società civile supportano il progetto, ma sostengono che robuste protezioni di privacy debbano essere parte della sua architettura tecnologica, non semplicemente promesse sulla carta, per poter garantire fiducia pubblica e proteggere i diritti fondamentali. Il voto della Commissione ECON indica un passo nella giusta direzione che non deve essere indebolito nel resto del processo legislativo.

di epicenter.works · 1 Luglio 2026


Il denaro europeo è in mani statunitensi

Oggigiorno, quando fate un pagamento digitale, la vostra transazione molto probabilmente passa attraverso circuiti Visa, Mastercard o PayPal. Queste sono tutte società statunitensi e, come tali, sono tutte soggette al CLOUD Act, una legge che permette alle autorità americane di obbligarle a consegnare i dati degli utenti, con limitato ricorso per voi o per le autorità di controllo europee.

L'infrastruttura di pagamenti digitali europea è, in altre parole, fondamentalmente in mano agli Stati Uniti. E le implicazioni geopolitiche di questa dipendenza non sono più solo teoriche. Agli inizi del 2025, il Procuratore capo della Corte Penale Internazionale ha perso la possibilità di accedere al suo account email a seguito di sanzioni da parte degli Stati Uniti[↗]. Quello che è successo con l'email può succedere con i pagamenti.

Ecco perché l'Unione Europea sta lavorando ad un Euro Digitale sin dal 2023. Una moneta digitale emessa dalla Banca Centrale Europea, pensata per servire come un'alternativa europea pubblica ai servizi di pagamento digitale esistenti. La promessa fondamentale è sempre stata che l'Euro Digitale dovrebbe essere come il contante: privato, accessibile ed indipendente come le banconote e le monete nel vostro portafoglio.

Quella promessa è ora messa alla prova. Il membro EDRi epicenter.works ha creato, insieme a 23 altre organizzazioni della società civile, una lettera aperta rivolta ai membri del Parlamento Europeo per far sì che mantengano le promesse fatte, in vista del voto sulla proposta della Commissione per i Problemi Economici e Monetari (ECON, abbreviazione di Committee on Economic and Monetary Affairs; NdT).

Leggi la Lettera Aperta completa (ENG)

Promesse vs. architettura

Il problema fondamentale dell'attuale bozza della Commissione è che le sue garanzie di privacy dipendono eccessivamente da promesse istituzionali invece che da un'applicazione tecnica. Questo non basta. Decenni di impegno per i diritti digitali ci hanno mostrato che le promesse fatte durante il procedimento legislativo possono essere indebolite nell'implementazione, reinterpretate in tribunale o semplicemente infrante.

Gli strumenti tecnici per fare le cose per bene esistono già. Dimostrazione a conoscenza zero (zero-knowledge proof), crittografia soglia1 (threshold cryptography), cifratura autenticata (authenticated encryption): tutti già oggi impiegati in sistemi dove la sicurezza è cruciale. La Banca Nazionale Austriaca ha mostrato in un documento di lavoro[↗] che privacy e tracciabilità non sono in conflitto. I pagamenti di routine possono essere protetti senza rendere impossibili le richieste legittime da parte delle forze dell'ordine. Questa non è più una questione tecnica. E' una questione politica.

Cosa deve succedere ora

La coalizione della società civile non chiede che il progetto venga fermato, piuttosto che siano rispettate le condizioni promesse.

Questo significa stabilire una soglia chiaramente definita sotto la quale i pagamenti quotidiani siano protetti da genuine misure di privacy, paragonabili a quelle del contante, da applicarsi a livello tecnico. Ciò richiede piena trasparenza, con la divulgazione di documentazione pubblica dei meccanismi tecnici alla base, e rendere il codice sorgente aperto (open source). Il Garante Europeo della Protezione dei Dati dovrebbe essere coinvolto fin dal primo periodo e la società civile dovrebbe essere effettivamente coinvolta nel processo decisionale, così come nella fase esecutiva, non solo nelle campagne di informazione per promuovere l'iniziativa.

Tutto questo dovrebbe accompagnarsi al diritto legale di usare il contante. L'Euro Digitale dovrebbe espandere la libertà di scelta, non eliminare silenziosamente una delle altre opzioni.

Cosa c'è in gioco

Nella consultazione pubblica della BCE[↗], il 43% dei partecipanti citava la privacy come la caratteristica più importante dell'Euro Digitale. Un progetto che ignori questo dato rischia di fallire, non per via delle regole, ma a causa della mancanza di fiducia pubblica.

Con miliardi di investimenti pubblici, anni di slancio politico e un raro allineamento di fattibilità tecnica e volontà politica, questa è un'opportunità che l'Europa non avrà di nuovo a breve. Alcuni miglioramenti recenti adottati dalla Commissione ECON del Parlamento europeo[↗] hanno rafforzato certe tutele di privacy rispetto alla proposta originale della Commissione Europea. Ora è importante assicurarsi che questi miglioramenti non siano indeboliti in quel che rimane del processo legislativo. E' questo il momento per costruire un'infrastruttura di pagamenti digitali che non solo rispetti i diritti fondamentali, ma li protegga attivamente.

Contribuito da: epicenter.works, membro EDRi


  1. non trovando una traduzione effettiva per threshold cryptography, il termine è stato tradotto letteralmente. Se avete conoscenze di crittografia e sapete come viene solitamente tradotto in italiano, vi prego di farmelo sapere nei commenti. 

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